HOMI Milano mai 2021

Une vraie interview ! Merci à Simona Musazzi pour ses questions pertinentes, j’espère que mes réponses sont à la hauteur !

Bien entourée de Lara Marchi et Vanessa Barragão, fière !

Bien entourée de Lara Marchi et Vanessa Barragão, fière !

Ci-dessous, la version italienne, che piacere <3 - lire l’article entier ici sur Homi Milano.

Dove attinge ispirazione: tradizione fiorentina, tessuti di Como, anni 30/50, mode, stili…?

L'ispirazione è una cosa strana, ci vedo addirittura qualcosa di mistico! Ad un certo punto, mi imbatto in qualcosa che, per qualche motivo, mi incuriosisce, e mi faccio un post-it mentale. Succede allora che “incontro” di nuovo questo spunto e da lì, perché il cervello è fatto così, tutti gli elementi che mi circondano convergono verso questo soggetto che diventa un prisma. Allora ci penso per un certo tempo, la fase di approfondimento è di solito molto cervellotica, prima ancora di prendere una penna in mano. Mi documento, imparo, digerisco. La fase di realizzazione, invece, è di solito abbastanza veloce. Quindi questo soggetto può essere davvero qualunque cosa : delle piastrelle antiche del castello di Sammezzano, il labirinto di Franco Maria Ricci, la data visualizzazione, delle foto dell’architettura di Ricardo Bofill, o, come prossimamente, un alfabeto. Le ispirazioni sono molto varie, ma prediligo sicuramente le linee astratte che si possono interpretare liberamente.

Quali le tendenze più attuali nel design dei tessuti?

Naturalmente, mi guardo attorno, ma essendo molto permeabile, cerco volontariamente di tenermi alla larga delle tendenze. Prima di tutto per motivi assolutamente pragmatici: se mi posizionassi su una tendenza attuale, non ho le spalle abbastanza larghe per venderlo meglio di marchi più grossi che hanno un esercito di commerciali e di direttori del marketing. E di sicuro costerebbe di più perché il mio marchio è piccolo. Quindi non sarebbe interessante per nessuno. E poi per una ragione più filosofica: se facessi qualcosa di tendenza, sarebbe has been il tempo che arrivi la tendenza successiva, e io non posso tirare fuori una collezione ogni stagione. I miei tempi sono molto lenti, sia per la moda, che per la decorazione, funziono in termini di collezioni e non di stagioni quindi tutti i miei disegni sono continuativi — se tolgo qualcosa dal mio catalogo, è perché trovo che non sia più coerente con il resto. Quindi preferisco rivolgermi ad una clientela che cerca qualcosa di più perenne. Qualcosa che non è di moda, per definizione, non sarà mai fuori moda. Non credo che la gente si stufi di qualcosa di stra-ordinario (ci tengo al trattino!), ed è quello che vorrei fare.

Come si applicano i principi della sostenibilità alla lavorazione dei tessuti?

Credo che il primo step verso la sostenibilità, per la lavorazione dei tessuti e per tutto in generale, sia il non-spreco. Cercare di programmare per lasciarsi il tempo di riflettere prima di agire. Poi, naturalmente, rifiutare l’obsolescenza programmata e proporre una qualità che attraverserà le generazioni, come un foulard di seta ereditato dalla nonna. Vendere qualcosa sperando che duri per sempre e che il cliente non avrà da sostituirlo tra 6 mesi non è, a prima vista, un business model vincente, ma penso sul lungo termine e credo che sia l’unico davvero sostenibile, anche solo umanamente.

La lavorazione è artigianale o si avvale di sistemi di stampa industriali?

Sono affascinata dalla tecnologia e dagli strumenti che abbiamo a disposizione per lavorare al meglio, più fluidamente. Quindi tutto assolutamente industriale! Anche se presso realtà piuttosto piccole. Le mie carte da parati, per esempio, sono stampate all’ordine, non ho stock e questo mi permette di adattarmi ad ogni esigenza dei miei clienti. Quindi industriale non significa che faccio stampare chilometri di tessuti e di carte da parati che poi parcheggio in un magazzino aspettando di vendere tutto. Significa che approfitto delle meraviglie tecnologiche per fare del sur-mesure. E sono convinta che la tecnologia industriale possa essere al servizio (se non l’ispirazione) della poesia che cerco di creare.

Quali fra i suoi disegni sono maggiormente richiesti?

All’origine di ogni mio disegno, c’è un foulard di seta. Poi, da questo disegno, estraggo una parte che uso per creare la stampa di un kimono. Il terzo step è quello della decorazione: carte da parati e tessuti per l’arredamento. La cosa interessante è che c’è un disegno che batte tutti, in tutte categorie: “Minute - on ne se doute pas comme c’est long, une minute.” Il perché rimane un mistero, sennò farei solo dei successi!

C'è anche una produzione per l'outdoor?

Ancora no, ma sono aperta a tutte le proposte. Per esempio ho fatto stampare il famoso “Minute” su un tessuto ignifugo per l’editore Airborne. La loro collezione Impala è destinata anche ad un pubblico di Hospitality e questo era un requisito fondamentale. Quindi il giorno in cui Cassina volesse fare una poltrona LC3 stampata, parliamone! Se c’è un vantaggio ad essere una struttura piccola, è quello della massima flessibilità.

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